eredità

la_vierge_aux_lys      “Fu dal muschio odoroso dei presepi,
                     fatti di terra celestiale,
       e dalle chiese velate di viola
                         nel Venerdì in cui Gesù patì l’obbrobrio,
      fu dalle antiche maestà mariane,
                           col profumo di fiori
alla Vergine donati,

            piccole nicchie ove il silenzio e i canti
                    facevano sbocciare anime di maggio,
                                 nella sera,
             fu da quei luoghi
                          che il volere di Dio
           spinse qualche povero figlio lungo vie
di Giustizia,

                  perché tutto diventasse sacro,
                           e la visione si chinasse
                sulle incombenze del Giorno avvenire
                                                             fiorendo limpidi pensieri
                                                    su essenze di Cielo e vite d’uomo”.

 

Lodando l’Iddio Vivente, ricordiamo coloro dai quali abbiamo ricevuto i crismi che hanno accompagnato il nostro cammino:

1. Il Centro Cattolico Antico di Milano, che nella prassi ecclesiale si richiamava a vescovi e pensatori cappellaruggero“giurisdizionalisti” del Meridione d’Italia e nell’orientamento dottrinale:
a) all’apertura inter-religiosa e all’eclettismo culturale patrocinati dal re normanno Ruggero II di Altavilla (1095-1154) e dall’imperatore svevo Federico II (1194-1250), il quale- (ri)edificando la città di Altamura – volle disporla a raggiera in claustri (latino, greco, ebraico e arabo) intorno alla Cattedrale [nell’imm. sotto, Maria all’Annunciazione, dettaglio del portale]
b) al pensiero pancristiano di Ugo Janni;
c) all’universalismo cristiano di Charles Loyson.
E’ importante notare come, in modo non molto diverso dall’Eglise Gallicane di Gazinet, i Cattolici Antichi di Milano meditavano e ricercavano il significato di taluni aspetti della gnosi antica più pura, attraverso la minuscola Chiesa Gnostica d’Italia (1945-1953), alla quale vari di loro avevano appartenuto. Non dimentichiamo che anche nella Chiesa Anglicana, tra il ‘600 e il ‘700, vi fu una significativa fioritura di esoterismo cristiano.

altamura1

2. “Gnostico” prima, poi iscritto al Centro Cattolico Antico, e infine libero cristiano tra i Valdesi, Carlo Gentile (1920-1994) ci condusse – era il settembre 1979  – nel circolo degli amici di Louis-Claude de Saint- Martin (1743-1803), custodi del Cristianesimo spirituale.

Saint-Martin bnAmmirato dallo stesso Joseph De Maistre, che Loyson cita come profeta di una palingenesi cristiana mediante la “rivelazione delle rivelazioni”, Louis-Claude de Saint-Martin (v. imm. a sinistra) fu un “cantore dell’esilio” dell’uomo dal mondo divino, propose intuizioni luminose sulla Caduta delle entità celesti prima e dell’uomo poi, esplorò in chiave analogica i miti, la natura e la storia. Egli definiva il Cristo come “Réparateur”, ovvero come l’Agente della reintegrazione degli esseri dopo la duplice Caduta.
Il suo uso lirico ed evocativo della lingua francese, ad esempio nell’ Homme de Désir, e il suo interesse per la spiritualità cattolica e la storia della sua patria ne fanno – pur nella “indipendenza” dalle istituzioni religiose che lo caratterizzò vieppiù – l’esponente atipico quanto autorevole di una spiritualità gallicana-riformata

3. Il Centro di Orientamento Religioso fondato a Parma, sulla scia dei C.O.R. di Aldo Capitini, dal prof. Umberto Pagnotta, saggista e predicatore ispirato, che dal 26 febbraio 1971 condivise con noi il filone mistico del “cristianesimo liberale” e che, come Joseph Gentili fece per la Chiesa Universalista d’America (v. sotto), si oppose alla deriva radicale della Chiesa Unitariana, rivendicando con decisione la insufflazione divina in Gesù, e il significato spirituale della teologia unitariana, da lui interpretata con grandi aperture, al punto di accogliere un trinitarismo modalista di stampo evangelico. Le sue riflessioni sulla Pasqua e la Pentecoste, sul miracolo della coscienza, sull’ars moriendi e sul perdono di Dio, così come le sue tracce liturgiche per l’Eucaristia basate sulla Didachè, sono entrate a pieno titolo nel deposito spirituale dell’Ordine Anglicano del Santo Spirito.
Tramite Umberto Pagnotta, ci è pervenuto il sobrio apporto del  Freie Protestantismus  proposto dal teologo e storico bernese Kurt Guggisberg (1907-1972): sebbene in vari punti non condivisibile, esso segna senz’altro uno dei momenti più lucidi – e meno noti – della teologia protestante.

4. La Fratellanza Giurisdavidica fondata da David Lazzaretti (1834-1878), il cui ultimo sacerdote, Turpino Chiappini, testimoniò la presenza spirituale del “profeta dell’Amiata” mentre lo commemoravamo nel giugno 1991. Attraverso la comunione spirituale con i Giurisdavidici, tre linee spirituali entrano nella Chiesa Cristiana Libera d’Italia:

giurisd.2a) quella millenarista: Lazzaretti continuava la tradizione del di Gioacchino da Fiore (1130 ca.-12012), nell’attesa permanente del Regno
b) quella legittimista: Lazzaretti si riconnesse, credendo anche di averne le prove con la scoperta “visionaria” delle ossa di un suo antenato, alla dinastia dei Capetingi, e pur avendo fatto tessere sui làbari della Chiesa il motto – che è solo in apparenza un ossimoro – “La Repubblica è il Regno di Dio“, mantenne sempre l’idea di essere figura del Monarca Universale, insieme re e sacerdote, come Melkitsedek, un modello che tutti gli uomini erano chiamati a rappresentare.
c) quella sociale (talvolta detta del “socialismo cristiano”), con la predilezione per le Frederick_Denison_Mauriceforme economiche cooperative e per una certa visione”teocratica” dell’economia. La C.C.L. d’I. resta fedele a questa visione, che le deriva anche dall’affine movimento fiorito nello stesso periodo entro la Chiesa  Anglicana, soprattutto ad opera di Frederick Denison Maurice (a destra, in un ritratto di Jane Mary Hayward)

 

5. La Società Religiosa degli Amici (Quaccheri), dalla quale ci pervenne nel giugno del 1974, tramite l’Assemblea Annuale Svizzera, il crisma del Cristianesimo spirituale e in particolare: a) la sollecitudine nella ricerca del Cristo Interiore; b) il silenzio come attesa e scelta quaker2ricettiva di possibili  messaggi dal’alto; c) la testimonianza di pace, lanciata dal fondatore George Fox con le parole che disse agli emissari di Cromwell giunti a proporgli di arruolarsi come ufficiale (“…Dissi loro che ero partecipe di quel trattato di pace che era stato stipulato prima che esistessero le guerre e le lotte “) e sigillata da tre secoli e mezzo di azione nonviolenta contro le guerre, per il disarmo e il dialogo internazionale, con il soccorso nelle situazioni di conflitto. Di particolare rilievo, per noi, la teologia spirituale-universale che da Robert Barclay e William Penn giunge fino a Thomas Kelly, Rufus Jones e Howard Brinton.

6. La Chiesa Universalista d’America [nell’imm. sotto a sin.: il tempio universalista di Winchester, New Hampshire, dove fu decisa la Confessione di Fede nel 1803]. Dopo che essa era confluita nella Unitarian Universalist Association – smarrendo l’idea originale della grazia sovrana  di Dio in Cristo e winchesterchurchcedendo a un eccessivo liberalismo dottrinale ed eetico, fino all’irriconoscibilità – il suo solitario continuatore Joseph L. Gentili (1946-2008) ci trasmise numerosi documenti storici e liturgici, consentendoci altresì il contatto spirituale, provvidenziale, con Elhanan Winchester (1741-1798), uomo colpito dalla sorte ma inamovibile sulla divina dottrina della apocatastasi (i suoi Dialogues on Universal Restoration, usciti nel 1788elhanan-winchester1 costituiscono un classico di questa corrente).
Stabilitosi ad Hartford nel 1796, Elhanan Winchester (ill. a destra) comparve alle esequie di un giovane e si mise a predicare sulla Resurrezione con un carisma che colpì i presenti, i quali lo vollero come ministro nella loro comunità. E sul letto di morte, poco prima di trapassare, chiese che alcune giovani intonassero un inno di gloria, al quale egli offrì gli ultimi scampoli della sua voce, prima di rendere l’anima a Dio.

 

 

7. La Fraternità Mazdea Cristiana

Fin dagli esordi del Cristianesimo, vi furono seguaci di Cristo che affermarono la parentela spirituale tra la Nuova Alleanza e l’antica fede del profeta Zarathushtra, il Mazdeismo. Questo filone, con diverse varianti, percorre tutta la storia del Cristianesimo.  Nell’ultimo scorcio del mazdeo-cristianaNovecento, richiamandosi alla prisca theologia di Marsilio Ficino (1433-1499), agli studi compiuti dalla scuola storico-religiosa tedesca nell’Ottocento e alle tesi sostenute da Piero Martinetti (1872-1943) nel suo libro Gesù Cristo e il Cristianesimo (1934), alcuni aderenti alla Chiesa Universalista (Joseph L. Gentili, Michele Moramarco, che nel 2003 avrebbe ricevuto il navjote, ossia l’iniziazione zoroastriana da un mobed parsi) riproposero sul bollettino Brooklyn Universalist Christian il tema dei nessi tra il messaggio di Zarathushtra (Zoroastro) e quello di Gesù. Da tale percorso prese forma un embrione di teologia mazdeo-cristiana – visibile nei volumi La celeste dottrina noachita (1994) e Il Mazdeismo universale (2010) – e sono sorti cenacoli di “Fraternità Mazdea Cristiana”. Negli Stati Uniti d’America, Ken R. Vincent – ministro di culto, studioso di NDE (Near Death Experiences, esperienze ai confini della morte) e redattore del periodico Universalist Herald – fornì un ulteriore apporto all’incontro tra Mazdeismo e Cristianesimo con le opere The Magi. From Zoroaster to the “Three Wise Men” (1999) e The Golden Thread. God’s Promise of Universal Salvation (2005), la seconda dedicata a un’idea assiale nel Mazdeismo cristiano, quella della salvezza di ogni creatura (apocatastasi). In Italia, nel novembre 2013, è uscito il volume di M. Moramarco e G. Moramarco I Magi eterni. Tra Zarathushtra a Gesù – Una visione mazdeo-cristiana.

 

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